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Netflix: i punti di vista di World Wide Webserie

Giovedì, 22 ottobre 2015

Il momento a lungo atteso è finalmente arrivato: oggi, 22 ottobre 2015, Netflix sbarca in Italia. Vi spieghiamo come funziona, quali sono i prezzi, il catalogo italiano e proviamo a risolvere un dubbio: ma le serie di Netflix sono webserie?

Cos'è Netflix?
Netflix è una piattaforma che offre lo streaming on demand di film, serie tv, documentari e programmi. Nasce nel 1997 e da allora è in continua evoluzione: richiede una costante connessione, perché il servizio è fruibile solo in streaming e non permette quindi il download dei contenuti. Dal 2011 è diventata anche produttrice dei proprio contenuti, stringendo accordi con importanti case come la Marvel Entertainment; da allora sono state prodotte serie di successo mondiale come House of Cards (ora alla terza stagione) e Daredevil

Come funziona e a quale prezzo? 
Dal 22 ottobre, gli italiani che vorranno regalarsi Netflix dovranno semplicemente sottoscrivere un abbonamento sul sito ufficiale. Registrarsi è semplice e sono già stati annunciati diversi pacchetti di abbonamento: quello base costerà 7,99 euro al mese e permette di vedere in qualità standard da un solo apparecchio alla volta; l'offerta da 9,99 euro invece permette la visione su due dispositivi a scelta e in Full HD; infine, l'offerta premium a 11,99 euro per collegarsi da quattro apparecchi diversi e vedere film e serie tv fino a 4K.
Per fruire del servizio, è necessario avere dispositivi che ne supportino gli standard di trasmissione: questo comprende smart tv e console di gioco (Playstation, Xbox, Nintendo WiiU), ma anche lettori blu-ray e dispositivi mobili come smartphone e tablet. A seconda del pacchetto scelto, come detto, ci si potrà connettere da più apparecchi alla volta. Inoltre, con l'arrivo in Italia, molte compagnie telefoniche (come Vodafone e Tim) stanno già provvedendo a creare offerte che includano il servizio Netflix.

Che cosa si guarda? 
Al momento del lancio, saranno escluse dal catalogo italiano quelle serie (come House of Cards o Orange Is The New Black) che sono state già comprate da altre emittenti del nostro paese. Nonostante questo, ci saranno molte delle serie, soprattutto americane e auto-prodotte da Netflix, che stanno spopolando negli ultimi anni: Daredevil, Marco Polo, Sense8, Narcos, Bloodline, Unbreakable Kimmy Schmidt e molte altre. La particolarità di Netflix, tra l'altro, è che tutta la stagione della serie tv scelta sarà disponibile fin da subito, senza dover aspettare di settimana in settimana il nuovo episodio.
Ma Netflix non si ferma qui, perché è stata già annunciata infatti la prima produzione italiana che verrà lanciata sulla piattaforma: nel 2017 arriverà Suburra, la serie che prende piede dal film in questi giorni al cinema (un'operazione analoga a quella fatta per Gomorra).



Questo è tutto quello che dovete sapere su Netflix. Ma perché ne scriviamo noi, che ci occupiamo di webserie? La domanda conduce al vero punto di interesse: Netflix produce webserie? Vi diciamo perché sì e perché no. 


 PERCHÈ Sì: il parere di Chiara Bressa

Webserie o non webserie? Questo, è il problema. Le produzioni originali di Netflix vanno considerate prodotti webseriali “dall’alto”?
La prima volta che mi hanno detto “House Of Cards è una webserie”, ero titubante. “Ma come? La trasmette Sky… È una serie Tv!”, dicevo. “No, è una produzione Netflix, nata per essere fruita via Internet, perché Netflix è creatore di contenuti online originali e trasmette in streaming”, mi sono sentita rispondere.
E, lo ammetto, il mio cervello in quel momento era incastrato in un loop di confusione e negazione. Quell’affermazione sembrava far ruotare il concetto di webserie solo attorno al perno della trasmissione su Web del contenuto “webseriale”. E una webserie non è solo questo; non è solo un prodotto di fiction trasmesso online a episodi (anzi webisodi).
Una webserie è un prodotto webnativo (concepito dal Web per il Web), di fiction, serializzato e trasmesso online a webisodi, che incarna peculiarità tipiche della Rete e che ha anche ereditato i linguaggi dei media precedenti al Web (radio, cinema, Tv), ricontestualizzandoli online. È un contenuto originale, che sfrutta diversi aspetti della Rete e che esiste proprio perché esiste il Web.

Le serie Netflix sono tutto ciò? “Ni”. Sono il passo successivo. In Italia ce le ha proposte Sky, e questo rende difficoltoso identificarle come webserie; non avevano nulla di diverso da una serie Tv. Inoltre, essendo ancora viva l’idea (limitativa) che una webserie sia un contenuto per YouTube, si fatica a pensare ad House of Cards come a una webserie. Infine, stando a quanto ho detto in precedenza, una webserie non è “web” solo perché divulgata attraverso la Rete, ma lo è anche e soprattutto perché si fa portatrice concreta, o potenziale, di alcune caratteristiche e sregolatezze tipiche del Web, come la sperimentazione dell’interazione portata ai livelli più estremi, l’utilizzo contemporaneo di piattaforme online differenti per costruire una narrazione transmediale, il non avere delle regole di palinsesto alle quali piegarsi, la totale libertà di linguaggio (sia in senso audiovisivo che dal punto di vista della sceneggiatura) e così via.
Le produzioni Netflix, non sembrano presentare nessuna di queste caratteristiche, ma anzi incarnano tutte le peculiarità della serialità televisiva, adottando solo il mezzo Internet per la diffusione.
Però, sono portatrici potenziali delle caratteristiche del Web accennate sopra e, come scrivo anche nel libro “Fare webserie”, edito da Audino Editore, sebbene una webserie non sia semplicemente una serie televisiva veicolata attraverso la Rete, ma una forma di intrattenimento che sperimenta le opportunità narrative del Web, essa presenta inevitabilmente delle somiglianze con la serialità televisiva. Webserie e serie Tv sono sorelle con madri diverse: le prime figlie della Rete e le seconde figlie della televisione.

Queste somiglianze sono spiegate dal concetto di “rimediazione” (di Bolter e Grusin), ovvero la riproposta di contenuti e forme comunicative dei vecchi media, da parte dei così detti nuovi media, arricchite però dalle potenzialità del nuovo mezzo e riproposte all’interno di un diverso spazio comunicativo.
Un mezzo di comunicazione fa sue le tecniche, le forme e i significati sociali degli altri mezzi, cercando di competere con loro o di rimodellarli. La televisione, che aveva rimediato la stampa, la radio e il cinema, è stata a sua volta rimediata dal Web, che ha di fatto rimediato tutti i mezzi precedenti, ricontestualizzandoli nell’ambiente online. E, a essere rimediati, non sono stati solo i linguaggi, ma anche i contenuti, come le sono le serie. Quindi le serie Netflix sono webserie in quanto esempio di questa rimediazione; possiedono le logiche televisive, ma le ripropongono online, riservandosi la possibilità di sperimentare con le opportunità del Web. Inoltre, a rendere webserie le produzioni Netflix, è anche la situazione che stiamo vivendo; siamo nel fulcro del fenomeno della convergenza, teorizzata dal sommo Herny Jenkins, ovvero quel «cambiamento sociale, culturale, industriale e tecnologico inerente alle modalità di circolazione della nostra cultura» (Henry Jenkins, Cultura Convergente, Apogeo, Milano 2007). Con la convergenza coesistono molteplici sistemi mediatici, che si intersecano tra loro e si scambiano contenuti. Quando, come sta accadendo, le tecnologie (radio, televisione e Web) convergono, ognuna prova ad assorbire le altre e, convergendo le piattaforme, convergono i contenuti, portandoci ad avere serie Tv riproposte online, webserie che approdano sul piccolo schermo, webserie spin off di serie Tv e anche la nascita di realtà come Netflix, che sono la prova concreta di questa meravigliosa convergenza mediatica.

Perché le serie di Netflix sono teoricamente considerabili webserie? Perché Netflix è la dimostrazione, ora tangibile anche in Italia, della profonda convergenza in atto da anni e che sta portando a non considerare più il Web come un medium di serie B, né come un competitor della televisione, ma come un produttore di contenuti validi, di alta qualità e fruibili ovunque, in qualsiasi momento, con un qualsiasi dispositivo. Inoltre, chi può negare la possibilità che ad esempio “Suburra”, che sarà la prima produzione italiana targata Netflix, non incarni anche qualche caratteristica più Web e proponga ad esempio una narrazione transmediale attraverso Twitter?

Netflix non cambierà il panorama webseriale italiano, ma è la prova che è panorama dell'intrattenimento che sta cambiando; Web e Tv stanno andando verso un unico punto d’incontro, che forse farà morire il termine webserie e si parlerà indistintamente di serie senza differenziazione di mezzo e, pian piano, si verrà a creare una situazione che vedrà da un lato le (web)serie “dall’alto”, dell’industria, come quelle di Netflix e di altri colossi dell’intrattenimento, mentre dall’altro lato continueranno a esserci le (web)serie “dal basso”, quelle degli indipendenti, divulgate attraverso YouTube, Vimeo, Facebook e via dicendo, che a quel punto, forse, cercheranno di farsi notare da Netflix e da quell’industria di webserie “dall’alto” che sembra si stia creando.


PERCHÈ NO: il parere di Federico Mulas.

L'arrivo di Netflix in Italia muterà il panorama italiano delle webserie? Questa è la domanda che ovviamente sta maggiormente a cuore a noi osservatori di questo fenomeno. Secondo la mia personale opinione, purtroppo, non cambierà molto, soprattutto se guardiamo il panorama italiano a breve/medio periodo. La produzione italiana di webserie, parlo più che altro di quella autonoma, maggiormente affine alla cultura grassroot, e Netflix sono destinati a viaggiare su binari paralleli per molto tempo. 


Netflix di fatto è certamente una piattaforma di distribuzione e fruizione online di contenuti seriali, ma a mio parere è molto complicato considerare i suoi prodotti delle serie web. Se da un lato è certamente vero che la piattaforma è costruita per abbattere la classica idea del palinsesto televisivo, distribuendo la totalità degli episodi in un solo momento e permettendo allo spettatore di fruirli secondo la propria temporalità, è pur vero che questi stessi prodotti sono costruiti su logiche puramente televisive



E tutto questo è confermato anche dal fatto che numerose serie Netflix fuori dagli States sono state distribuite su normali canali televisivi: in Italia è lampante il caso di House of Cards, uno dei fiori all'occhiello di Sky Atlantic, o di Orange is the new black, in mano alla concorrenza Mediaset. In entrambi i casi il prodotto non ne esce minimamente mutato agli occhi dello spettatore, sia che lo guardi su una piattaforma di distribuzione in streaming, sia che lo guardi sulla televisione. 

A questo punto resta da chiedersi se abbia ancora senso parlare di Serie Tv, e la risposta è ovviamente negativa: come ci dimostra il caso di Netflix la serialità ha ormai raggiunto un carattere puramente transmediale, diventando indipendente dal supporto di distribuzione. Quello che hanno fatto le webserie fin dalla loro nascita in poi è stato quello di smontare il canone stesso di serialità e di ricostruirlo in modi nuovi, perfettamente aderenti alle nuove possibilità di comunicazioni offerte dallo stesso web. 


Una serie web deve per forza di cose costituirsi come prodotto autonomo e riconoscibile, distaccandosi dalla comune e assolutamente insufficiente definizione di "prodotto seriale distribuito sulla rete". Ed è per questo che Netflix difficilmente potrà influire sulla scena webseriale, almeno finché manterrà questo aspetto troppo ibrido. La scena cambierebbe drasticamente nel momento in cui decidesse di aprire alla distribuzione autonoma di prodotti, ma anche in quel caso la piattaforma dovrebbe essere abile a rispondere alle esigenze dei creatori stessi, che possono variare in maniera esponenziale: dalla richiesta di maggiore interazione con lo spettatore anche solo con la possibilità di commentare e condividere l'episodio, fino ad arrivare a vere e proprie serie interattive e a prodotti user generated. 


Ma difficilmente sarà un percorso breve e semplice.



Come vedete, qui a World Wide Webserie, abbiamo pareri diversi. Voi cosa ne pensate? Le produzioni di Netflix, possono essere considerate webserie?

Chiara Bressa,
World Wide Webserie / About Me
@Chiara Bressa

Federico Mulas,
World Wide Webserie
@Feda_3


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